mercoledì 30 aprile 2008

PER NON DIMENTICARE

Chiedo già in partenza scusa per la lunghezza del post, ma sono giunto in possesso di un documento che ritengo doveroso pubblicare in questo spazio per celebrare degnamente (anche se tardivamente) il 25 aprile.

Cronistorico di Mons. Gasparotto


I giorni della liberazione


Mercoledì 25/04/1945
Gli avvenimenti sembrano precipitare. I Tedeschi sono in piena ritirata. Brigata Nera e Autorità fuggitive.

Giovedì 26/04/1945
La tensione si aggrava. I Teutoni si ritirano diffidenti e preoccupati. Sparatoria senza conseguenze da parte dei fuggiaschi, disarmo di alcuni di essi, trattative per impedire rappresaglie.
Affluiscono feriti all’Ospedale.
Grandi speranze e grande attesa nella popolazione.

Venerdì 27/04/1945
Una coltre funerea copre la diletta Sandrigo questa sera. In paese vi sono cinque morti ed un moribondo, oltre ai parecchi feriti giacenti all’Ospedale, tutti caduti sotto il piombo teutonico: tre dei morti sono forestieri. Li raccolgo orrendamente maciullati.
È la belva che prima di ricevere il colpo di grazia si sbizzarrisce contro chiunque incontra e che pel fatto di essere Italiani crede nemici e colpisce come nemici.
Mentre scrivo queste note, le città della Lombardia, del Piemonte, della Liguria esultano per la fine della loro tragedia. Il Veneto è ancora sotto il tallone del barbaro che vorrebbe tutto stritolare al suo passaggio disastroso verso le sue montagne, verso il suo ultimo covo, verso la tana dove verrà inesorabilmente finito.
Il sangue versato da tante vittime affretti il ritorno della pace e della fratellanza umana.
I caduti sono Azzolin Bruno, Novello Giovanni, ferito grave Garziera Giovanni. Dei forestieri uno è da Vicenza, l’altro da Valli del Pasubio, uno non è identificato. Requiescant in pace.

Sabato 28/04/1945
Anche oggi molto movimento, molte preoccupazioni, molta paura. Mitragliamenti ripetuti ad autocarri tedeschi. Un ferito grave nella famiglia Clavello di San Sisto. Verso il tramonto qualche cannonata da parte di un carro armato tedesco. Violenta reazione da parte degli Americani. Le granate piovono per alcuni minuti dando l’impressione reale della guerra. Non pare vi siano condizioni gravi dal bombardamento. Piccole ferite e fino a tarda ora nessun altro annunzio.
Il grande esercito tedesco è in sfacelo. I soldati nemici passano disorganizzati, stanchi, avviliti, trascinandosi innanzi come possono: carri con buoi, ronzini stanchi, biciclette senza gomme, occhio spento, nessuna alterigia. È il collasso che prelude la morte tanto sospirata dai sofferenti. Questa morte lascia dietro di sé un cumulo di rovine, di morti, di lagrime, di maledizioni.

Domenica 29/04/1945
Alle tre di notte arrivavano le prime truppe americane. Sono stanche, prendono di benevolo assalto la Canonica e tutte le cose per riposare un po’. Il cannone romba. La gente in piena notte applaude. Il suono giulivo delle campane si spande tutto attorno. È una scena indimenticabile! Al mio apparire molti parrocchiani vengono ad abbracciarmi, molte lagrime di gioia. Applausi e consensi di un risveglio fuori tempo.
Il mattino domenicale vede passare la colossale meccanizzazione dell’esercito americano. Impressionante è il numero degli autocarri, ma soprattutto quello dei carri armati. Piccoli scontri da parte dei Tedeschi dispersi nel centro del paese. Feriti e morti un po’ da per tutto. La furia tedesca è passata e tutti hanno la sensazione di sollievo e di tranquillità.
Fra tutti narrazione di prelevamenti forzati, di angherie, di ruberie, di mostruosità su donne ed innocenti. Proprio al centro del paese quattro tedeschi a mano armata privano della bicicletta una donna forestiera che portava il suo bimbo all’Ospedale. Il bimbo era atrocemente ferito, sanguinante e voleva la povera madre correre per arrivare in tempo a salvare la sua creatura colpita da una pallottola esplosiva.
La domenica scorre movimentatissima tra sparatorie, la resa dei nemici, il passaggio dei poderosi mezzi meccanici americani, il racconto delle preoccupazioni ormai cessate.

Lunedì 30/04/1945
Durante la notte ancora sparatorie e qualche colpo di cannone; nella giornata continua il rastrellamento dei cecchini dispersi, ancora qualche ferito.
Imponente funerale di sei salme, tre parrocchiani e tre delle brigate partigiane. Il tempio è gremitissimo, lo spettacolo è imponente, commovente, insuperabile.
Speriamo che non si abbia mai a rinnovare!

martedì 29 aprile 2008

Vedete quel bannerino in alto a sinistra...

E il link ad un racconto veramente scritto bene, che vi invito a leggere.
Leggetelo (click) e poi riprendete a leggere questo post.

A me è piaciuto molto: da un lato perchè è divertente, dall'altro perchè è inquietante: se letto non come un racconto di fantasia, ma come una parabola (breve storiella il cui scopo è spiegare un concetto difficile con uno più semplice) cela un sapere amaro.

Secondo me l'anello di Berlusconi è il controllo dell'informazione e la mistificazione.

A buon intenditore poche parole,
o più evangelico
chi ha orecchie per intendere intenda.

lunedì 28 aprile 2008

Roma ladrona, la Lega non perdona

Cari romani, col voto di ieri e di oggi avete deciso di affidare le chiavi della vostra città ad un fascist... ad un esponente del centroDESTRA (eh, sì, cari miei, qui di centro c'è ben poco).
Quella stessa destra che governerà l'Italia per i prossimi cinque anni, e che lo farà con i voti determinanti della Lega Nord.
Quella stessa Lega Nord che durante la campagna elettorale ha riempito l'italia settentrionale di manifesti in cui voi, sì, proprio voi, eravate dipinti come dei delinquenti parassiti e chi più ne ha più ne metta.
Non solo: quella stessa Lega che ha fatto del federalismo fiscale il suo cavallo di battaglia. Se una simile riforma (come probabilmente accadrà) dovesse andare in porto, molti milioni di euro usciranno dai forzieri della vostra beneamata città per tornare nelle mani degli amministratori delle regioni del nord.
Con tutti quei soldi, fino ad oggi, ve la siete spassata. Adesso staremo a vedere cosa combinate senza.
Che vi posso dire... ve la siete andati a cercare. AUGURI!

Balottaggi

il mio commento a caldo...

MOLTO BENE Achille, che con nonchalance (mica tanto...), è il Nuovo Sindaco di Vicenza, Nuovo non solo perchè quello che governerà la Città i prossimi 5 anni, nemmeno perchè sia un volto nuovo, fu già sindaco 15 anni fa, ma Nuovo perchè finalmente Vicenza troverà nuova Aria, un nuovo respiro aperto ai suoi Cittadini ed al Mondo.
I migliori auguri per una Vicenza Serena, Giusta, Pacifica, Bella.

Un po' peggio la Capitale, speriamo che Ally (come lo chiamano gli amici) non faccia troppi danni e che si dimetta presto (del resto è troppo giovane per morire...).

PS: la rima della settimana (x Achille):
se la vittoria vuoi conseguire
la pizza a Daniele devi offrire.